E’ stata una sessione fotografica lunga e faticosa, quella che mi ha tenuto impegnato per tutta la mattina di sabato.
Partito da casa in piena notte, sono arrivato sul posto verso le 4:00, così da poter montare in piena oscurità, senza essere visto, il nuovo capanno della Tragopan e quindi verificarne le doti.
Ho voluto infatti dedicare questa uscita proprio alla prova del capanno, per poterne testare rapidità di montaggio e soprattutto capacità mimetiche.
Il peso contenuto aiuta sicuramente il trasporto, considerando che già di per sé, il resto dell’attrezzatura, tra zaino, reflex, ottiche e treppiede, pesano già abbastanza.
La rapidità con cui si monta è impressionante, ma non ne avevo alcun dubbio… la vera prova sarà capire come verrà visto questo nuovo elemento, inserito nell’ambiente in cui normalmente gli ardeidi si ritrovano per le attività di pesca.

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La location scelta per l’occasione sono le risaie in prossimità della garzaia tra Casalbeltrame e Biandrate, già oggetto di altre mie precedenti escursioni, permettendomi quindi di muovermi su di un terreno ben conosciuto.
L’appostamento, come detto, inizia al buoi ed è stato particolarmente interessante poter ascoltare i rumori della garzaia anche in questa occasione: sembra un condominio dove nessuno dorme mai.
Le zanzare, fortunatamente, non sono particolarmente aggressive, seppur presenti in buon numero. Quello che mi preoccupa però è la temperatura che si potrà registrare all’interno del capanno quando i primi raggi del sole faranno la loro comparsa e a riguardo, mi sono quindi procurato un piccolo ventilatore a pile che, seppur di un colore molto discutibili e tutt’altro che mimetico (comunque sono all’interno del capanno), si è rilevato silenzioso ed efficace: senza di questo accorgimento, dubito che sarei potuto resistere durante le ore centrali.
Le prime ore di luce si rivelano poco fruttuose dal punto di vista fotografico, ma molto interessanti per poter determinare altre possibili postazioni dove poter installare il capanno per le prossime uscite (esperienza che, ne sono certo, mi sarà utile in futuro).
Le ore quindi passano tra la lettura di un buon libro, una bibita e la fotografia di qualche volo sopra e fronte capanno, senza alcuna posa in prossimità dello stesso. Sinceramente, dopo che in diverse ore di appostamento, il volatile più vicino è stato una cornacchia grigia che infastidiva una timida garzetta dal ciuffo, ho temuto che la giornata fosse persa.


Il passaggio di un contadino in prossimità del capanno 8con relativa fuga di tutti gli ardeidi), mi suggerisce un'alternativa su come proseguire la giornata: decido quindi di rischiare e di spostare il capanno in altra postazione, avendo nelle ore precedenti individuato i posti di pesca preferisti dagli ardeidi e ben sapendo che ci sarebbe voluto del tempo prima che gli uccelli vi tornassero.
Le ore centrali, contrariamente alle mie aspettative e certamente non con la luce migliore, si sono fortunatamente rilevate quelle più ricche di soddisfazioni: la presenza del capanno non ha infastidito più di tanto gli uccelli che, seppur in un primo momento si sono posizionati nella risaia oltre la prima balza fronte capanno, con il tempo hanno superato la loro timidezza, portandosi anche a soli tre metri dal capanno; particolarmente intrepidi si sono rivelati gli ibis, mentre garzette e nitticore sono sempre state più diffidenti, anche se con qualche eccezione.
GARZETTE (Egretta garzetta)

IBIS SACRO (Threskiornis aethiopicus)







